Sciamanesimo Heart experiences

Yungdrung Bön Monaci Sciamani - The Experiences of the Heart

Memories of the heart
Heart experiences

una filosofia di vita basata sulla tradizione Tibetana.
Il Training è composto da 5 incontri nei quali saranno insegnate e spiegate Antiche Tecniche , dallo Spazio Sacro alla Forza, Conoscenza della Giustizia, l'Amore per Essa e per tutti gli Esseri Viventi. Ampio Spazio dedicato allo studio dei 5 Elementi.
Lo scopo del corso è di aiutare la vita a fiorire e sbocciare – di aiutare l’anima ad esprimersi pienamente nel mondo aiutandoci a scoprire le fonti del nostro potere creativo, in modo che i loro doni possano fluire pienamente nelle nostre vite. Inoltre, insegna le abilità e le tecniche fondamentali della spiritualità nepalese – l’utilizzo del rituale, dello spazio sacro, del cerchio, delle direzioni e degli elementi.

  Primo Incontro Propedeutico Esperienziale

 Nella tradizione Bön abbiamo una quadrupla classificazione: Bön Preistorico, Yungdrung Bön (Eterno Bön), Bön Sarma (o Nuovo Bön) e Bön Misto (composto di alcune sfumature del Buddhismo Vajrayāna). Nel 1978, il Dalai Lama riconosce la tradizione Bön come la Quinta Saggezza della scuola d'insegnamento religioso tibetano, dopo le quattro scuole buddhiste Nyingmapa, Sakya, Kagyu, e Gelug.

La quintessenza dello Yungdrung Bön è il simbolo dello swastika. è un simbolo molto utilizzato in antichità. Se gira verso destra, si chiama solare, se gira verso sinistra, è lunare. Il termine swastika deriva dal sanscrito ed indica la buona fortuna, la benevolenza o anche "ciò che è". Nella lingua tibetana Zhang Zhung della tradizione Bön, si traduce come "senza inizio" (yung) e "senza fine" (drung). I devoti del Bön usano peculiarmente la swastika sinistrorsa come simbolo dell'andamento della spirale primordiale dell'universo, e a questo proposito hanno l'usanza di circumambulare le montagne sacre, i templi e pregare compiendo dei cerchi in senso antiorario. Per il Bönpo (discepolo Bön), i sacri rituali e le festività sono segnati seguendo un calendario lunare. La cosmologia Bön parla di un universo nato da un uovo primordiale. La spirale Bön sta a simboleggiare l'essenza della madre primordiale (Satrig Ersang). In realtà essa caratterizza il famoso monte Meru (situato nel Monte Kailash) e rappresenta i famosi 4 fiumi che da esso dipartono scendendo a valle

Secondo gli insegnamenti dello Yungdrung Bön, una vita umana è rara e preziosa. A causa di ciò, ci sono pratiche spirituali con lo scopo di guarire qualsiasi danno alla durata della vita e per rimuovere qualsiasi ostacolo che potrebbe interferire con il completo adempimento della vita di un individuo. Una delle pratiche più comuni per ottenere questi risultati è The Practice of the King of Longevity, la Collezione Suprema di Tséwang Rikdzin .All'interno di questo testo ci sono rituali per la guarigione e istruzioni per praticare con il re della longevità, Tséwang Rikdzin. Questa divinità contiene una lettera tibetana AH che simboleggia la sua realizzazione del vuoto e il più alto di tutti gli insegnamenti riguardanti la realtà assoluta. Egli detiene anche il simbolo di uno yungdrung che rappresenta immutabilità e incessantezza. In questo contesto, queste qualità sono associate al suo potere nel corso della vita.

 
Trainer: Delog

Lo stage si terrà al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti.


Per Info: 335.52.69.917
Le adesioni sono ritenute valide solo previo contatto telefonico o per mail.

giavattosilva@outlook.it


 

Intervista con Andrea Carnevali -

Musica, Benessere e Meditazione con lo Stage "Heart experiences".

Articolo di  Andrea Carnevali

Parliamone con Tenzin Yangchan dell’ "Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia"
Tenzin, come va?
Dico splendidamente bene, siamo in pieno fermento dopo il fermo pandemico. Stiamo riprendendo i nostri soliti incontri e corsi.
…musica e riflessione?
Direi forse Musica e .. Meditazione..., due elementi strettamente connessi tra di loro ed intrinseci al processo di crescita di ogni individuo.
Il valore terapeutico della musica nei confronti dell’uomo può essere riassunto in questi pochi concetti del grande entomologo Marius Schneider:
“ Il ritmo musicale non è un fenomeno puramente intellettuale, bensì una forza psico-fisica che trasforma i movimenti corporali in esperienza psicofisica e viceversa fornisce un contrappeso corporale alla sensibilità spirituale..”
“ Messo in vibrazione da una musica, il corpo dell’uomo vibra a sua volta e quando le onde vibratorie stanno per estinguersi, nascono nell’interno dell’uomo dei suoni più sottili e leggeri, come una nebbia sonora che smuove gli stati più profondi della coscienza...”
Quel silenzio si trasforma in Riflessione, Meditazione, stato di Non Mente e quindi comunicazione con la nostra parte più profonda.
Quando la musica influisce nella riflessione? …e nella conoscenza di se stessi?
L’ascolto suscita emozioni legate alla storia personale di ogni individuo e le produce realmente.
Ti è mai capitato di passeggiare in una strada ed improvvisamente ti assale il suono di un musicista e di provare una sensazione piacevole? Il cuore accelera il battito, un brivido ti scende giù per la schiena, la musica ti accompagna sino in fondo alla via, si affievolisce, ma gusti ancora quell’emozione... e ti senti diverso.
Più avvincente, per gli amanti del classico, il secondo concerto per pianoforte e orchestra di Johannes Brahms è sconvolgente per la marea di emozioni che risveglia interiormente sino quasi a togliere il respiro, al termine, quando ci si trova nel silenzio, ti rendi conto che qualche cosa dentro di te è cambiato, sei vivo, la vita pulsa nel tuo corpo.
Marcel Proust, in “Alla ricerca del Tempo Perduto”, presenta la musica come un mezzo di comunicazione primordiale per rafforzare i legami sociali e per il risveglio della nostra anima. Ed è vero se pensiamo che l’uomo costruì i suoi primi strumenti musicali più di 35.000 anni fa: strumenti a percussione, un vero e proprio linguaggio per trasmettere informazioni in modo efficiente.
Ma la musica fa crescere l’autostima?
Più che di autostima, parlerei di forza interiore che sgorga dall’interno.
Saper ascoltare la musica in modo terapeutico significa essere in grado di abbandonarsi al suo flusso, alle emozioni che risveglia, ai ritmi che sollecita, ai simboli che accende, utilizzando i due emisferi cerebrali.
Poiché il corpo si nutre letteralmente di suoni e musica assorbendoli non solo attraverso l’udito, ma anche attraverso i sensori sparsi in tutto il corpo; saper ascoltare significa essere in grado di individuare le vibrazioni delle diverse parti del corpo. Chi ascolta con attenzione, lentamente si accorge come il corpo immerso nella musica si comporta come uno strumento risuonatore, cioè risponde ai suoni da cui è investito con suoni propri.
Entra in risonanza come un diapason sollecitato da un altro diapason. Questo obbliga l’individuo all’ascolto di sé e a prendere coscienza che il corpo è ritmo, è suono, è musica.
Nella danza avviene una graduale dissociazione dall'ego. Non è permanente, è un luogo temporaneo in cui si va, ma ha un effetto duraturo. Quando ci si ferma, si ha meno ego ed è presente più sé superiore, più sé intelligente, più saggezza. Chi danza per periodi estesi nota un notevole aumento della capacità di intuizione e di rivelazione. Le emozioni come rabbia, ira, odio... trattenute dentro di noi cominciano a fuoriuscire dal nostro corpo, a rompere le catene che impedivano di vivere la nostra stessa vita liberamente. Ci sentiamo più leggeri, più vivi, con più gioia per affrontare le giornate.
I musicisti orientali più significativi per riscoprire se stessi?
La mia prima introduzione alla musica, alla danza, al ritmo, al movimento ed alle meditazioni mi è stato insegnato da Osho e dal grande Sciamano Frank Natale.
Osho fu molto bravo a comprendere la mente occidentale, sapeva che troviamo difficoltà nello svuotare la mente, ad essere immobili. Chiedere ad un Occidentale di sedersi in meditazione significa sottoporlo ad anni in cui non avverrà nulla. Osho comprese che se ci si muove sorretti dalla Musica, è più facile per la mente acquietarsi.
Frank Natale con la sua Trance Dance, consente di risvegliare l’ energia pura attraverso i il suono dei tamburi. La Trance Dance è una tecnica affascinante attraverso la quale si diviene quell'energia, con intento, ed è ciò che la rende straordinaria. Al livello dello spirito, tutto è possibile.
Altro grande Maestro caucasico è stato G.I.Gurdjieff che ha creato le sue famose Danze Sacre all'inizio del secolo scorso al fine di interrompere gli automatismi del corpo condizionato dalle abitudini ed arrivare a un corpo naturale ed armonico che esprima qualità emozionali e psichiche più profonde. Nei luoghi sacri orientali e medio-orientali apprese le danze dei Dervisci e i canti dei Sufi, in Tibet da cui trasse alcuni movimenti rituali e cerimonie iniziatiche.
Che cosa “dicono” dei Buddisti della musica ?
Oserei dire che una delle meraviglie del mondo... è il “Canto Tibetano”! I monaci Tibetani, e non sappiamo ancora come, riescono ad impostare le loro cavità orali per far risuonare ipertoni fino a renderli udibili come note distinte. Sono in grado di cantare simultaneamente un Re, un Fa# ed un La. Ad esempio, molti di noi avranno ascoltato l’ormai famoso “OM” o “Mani Padme Hum” e vissuto interiormente le frequenze basse e penetranti generate dai monaci. Questo permette loro di toccare con la mente vette a noi sconosciute e di entrare in uno stato alterato di coscienza. Io personalmente ho trascorso molto tempo nei monasteri Tibetani e ti garantisco, che quando li ascoltavo, il mio cuore si apriva ad una commozione mai provata tale da farmi sgorgare lacrime di gioia smisurata. E’ come una immensa ma dolcissima onda di oceano azzurro che ti lambisce dapprima i piedi e poi ti avvolge tutto il corpo, il tempo si ferma e ti senti proiettato in uno spazio senza limiti, né barriere mentre il suono generato ti sostiene e ti accompagna per tutto il tempo!
Dove ci porta la musica nella meditazione?
A risvegliare l’Essere Umano dal suo torpore, dai suoi stati di trance. Consente di recuperare la Consapevolezza della propria esistenza sviluppando al massimo le nostre potenzialità. Sperimentato con grande successo da moltissime persone, che, alla fine del percorso, hanno ritrovato la Gioia per la vita e la Forza Interiore.
Esistono Antiche Tecniche per lasciarsi andare alla “danza della vita”, guidati dal respiro e da musica mirata, si realizza l’unione mente e corpo, si riscoprono gesti “antichi” che emergono dalla nostra “saggezza animale”, puri e coraggiosi, che sono una vera comunicazione d’amore e una vera occasione di pace e guarigione per se stessi. Un modo dolce e divertente per scaricare lo stress e recuperare la tonicità.
Potenziare le nostre capacità di ascolto e comunicazione, ritrovare la fluidità del movimento naturale liberando il corpo con un processo di autoguarigione trasformativa, eliminando quei conflitti emozionali che si accumulano nella muscolatura.
La musica, la danza ed il ritmo dei tamburi, ci aiutano a “sciogliere” tutte le tensioni per donarci salute, vitalità e consapevolezza allentando tensioni muscolari, dolori cronici e disturbi fisici abituali.
Quali sono i tuoi prossimi programmi?
Promuovere “Heart experiences” il  percorso che ho creato girando per il mondo, tecniche sciamaniche apprese nei percorsi di conoscenza in Tibet, Nepal, nei Monasteri e nelle foreste fra gli Sciamani Bompo e Mongoli Grazie a queste tecniche, oggi la mia vita è gioia, è uno stato di totale vitalità e unità, unità di corpo, cuore, mente, anima e spirito. Non la si può provare se si è divisi internamente, il corpo contro la mente, la mente contro il cuore .. e così via. Ho conosciuto il dolore e la mia cura è stata la Musica e la Danza. Io sono nata per muovermi e per insegnare agli altri a muoversi, a muovere i loro corpi ed il loro cuore!
Sono nata per far vedere quanto di bello ognuno di noi ha, nell’aiutare le persone ad esprimersi liberamente, il tutto attraverso la musica – i tamburi sono il mio cavallo di battaglia, richiamano il primo suono in assoluto che il feto sente: il cuore della madre. E’ un suono che rimane impresso a livello inconscio come uno dei suoni fondamentali, ecco perché il battito del tamburo, nelle sue molteplici forme, è sempre stato il suono atavico che più si connette con la parte profonda del nostro essere. Al di là di questo suono, il silenzio!